Racconti

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Eroica 2011

Cronaca un po' vera, un po' ironica , un po' gonfiata del Team GLD alla mitica Eroica 2011.

Non so perché, quando mi capita di pedalare in terra Toscana, mi viene in mente Brancaleone alle Crociate; forse per i paesaggi o per la compagnia, fattostà  che il primo di ottobre di buon mattino l'armata Brancaleone di Seriate si mette in viaggio… direzione Gaiole in Chianti.

Il viaggio fila liscio, la giornata è molto calda (34°) sembra piena estate e non autunno. Arriviamo a Gaiole nel primo pomeriggio e sul cartello del paese c'è scritto “Gaiole in Chianti città dell'eroica” tanto basta per metterci nel clima giusto. Si attraversa il paese per andare a parcheggiare i mezzi: è un turbinio multicolore di bancarelle affollate da ciclisti in cerca di maglie, cappellini, scarpe, biciclette tutto rigorosamente d'epoca o quasi.Parcheggiati i camper, subito le nostre Lady, Patrizia e Simona, preparano una tavolata improvvisata e tra canti e bevute pranziamo. Beppe, Vito e Cristian con i loro brindisi coinvolgono altri camperisti provenienti dal Veneto e da altre regioni: ci si fanno gli auguri per il giorno seguente e per meglio suggellare l'improvvisato gemellaggio ci scambiamo prodotti tipici delle terre di origine (naturalmente del buon vino).
Per la sera è stata proposta dagli organizzatori dell'Eroica una cena tipica Toscana. Il gruppo decide di aderire e verso le 20.00 ci dirigiamo al centro sportivo del paesino dove è stata allestita una mega tensostruttura per ospitare tutti gli atleti con familiari al seguito. A noi vengono assegnati i tavoli sul fondo; di fianco troviamo un gruppo di Australiani e Tedeschi; le nazionalità iscritte alla manifestazione secondo gli organizzatori sono ben 18. Subito ci sediamo e prontamente ci vengono serviti gli antipasti; l'ambiente è un po' retrò, si vedono signore vestite anni 30 con tanto di cappellino e stola di volpe, atleti con maglie di lana e coppola in testa, altri con pizzetti e basettoni, vedi anche qualcuno dei nostri come Matteo, Silvano e Beppe.

A riscaldare l'ambiente ci pensa proprio lui… Beppe! Ad un certo punto si alza con il bicchiere di Chianti in mano e si mette a cantare “Bevo bevo e son felice…” subito coadiuvato da Vito, Cristian, Silvano, Gigi Burini ed Aris.

Ci siamo … ora ci cacciano (ho pensato)! Invece con grande stupore vedo alzarsi dai tavoli la maggior parte dei partecipanti alla cena per cantare insieme a noi a squarciagola. Da lì in poi la serata si è animata; è stato fatto addirittura un gemellaggio con un gruppo di ragazzi provenienti da Aosta. Verso le 23.30 dopo un ultimo spettacolo di ballo offertoci dal grande  Franco Macetti, siamo ritornati ai camper…tutti a nanna, domani è il grande giorno!

Sveglia alle 4.00 in punto … comincia l'avventura. Abbondante colazione, indossiamo le nostre maglie di lana, le scarpette di cuoio e appena pronti inforchiamo i nostri “cimeli storici”. Sono le 5.00 della mattina e l'aria è abbastanza fredda; ci dirigiamo nella piazzetta del paese dove è stata allestita la partenza. Il nostro gruppo è formato da 20 amici, attendiamo che tutti firmino il “foglio di via” e poi si parte, inizia l'avventura. Il primo impatto emotivo è vedere quella interminabile fila di luci rosse fisse e lampeggianti e subito questa atmosfera ci riscalda il cuore.

Idealmente divido il nostro gruppo in due, quelli del “cambio ruote”: Aris, Gigi B, Matteo, Stefano, Silvano, Cristian, Alberto. Parte di loro ha partecipato alla Paris-Brest-Paris del mese prima, i quali  verranno molto utili per il supporto tecnico, fisico e morale al gruppo dei “normali” : Vito, Paolo B, Felice, Michele, Paolo V, Beppe, Luca, Marco, Diego, i coniugi Bramati e naturalmente il sottoscritto.

Dopo una decina di chilometri entriamo nel primo sterrato, la salita che porta al castello del Brolio; rimango incantato, tutta la via è tracciata da fiaccole ai lati della strada, l'atmosfera è bellissima  e la suggestione ci colpisce tutti. Arrivati al castello si scollina ed affrontiamo la prima discesa sterrata,  da li in poi non è più possibile guardarsi in giro, c'è ancora buio e bisogna prestare la massima attenzione e purtroppo Beppe è il primo che assaggia lo sterrato con il fondoschiena. In fondo alla discesa ci ricompattiamo:  io ,Vito e Franco furbamente ci avvantaggiamo sul gruppo … è meglio portarsi avanti! Franco mi segue come un ombra e grazie al suo faro che sembra un lampione, rispetto al mio che è un “lumino da morti”, proseguiamo insieme aspettando le prime luci dell'alba.

Si sta facendo giorno e ci avviciniamo a Siena, il paesaggio al sorgere del sole è a dir poco stupendo, in compagnia deil soliti Vito, Franco, Felice, Michele, Paolo B. e dei due fratelli siamesi Rouix e Teunissen, alias Alberrto e Marco, raggiungiamo  Radi dove è posto il primo controllo e soprattutto il primo ristoro.

Tra crostate, pane fresco con marmellata, salame, formaggio e del buon Chianti ci ricompattiamo e con la pancia piena (forse troppo) ripartiamo verso il bivio che divide i due percorsi medio e lungo. In questo tratto si cerca di testare la condizione fisica  per capire se proseguire o tagliare per i 135Km: Luca Bramati, Elena e Franco optano per il percorsomedio … saggia decisione.

Il resto del gruppo prosegue per il percorso lungo. Io furbamente o per meglio dire come al solito mi avvantaggio, mi sento molto bene e la salita di Montalcino me la “bevo” assieme a Matteo, Aris, Felice, Chicco ed il presidente Stefano.

A Montalcino, Aris mi fà notare i filari d'uva ben curati con la quale ci fanno il famoso Brunello. La tentazione è forte, ora mi fermo e ne mangio un grappolo! Aris mi guarda,  capisce al volo la mia intenzione e prontamente mi  riprende: ”guarda che rischi qualche fucilata  a sale!” , meglio lasciar perdere!!!

Alle 10.45 raggiungiamo il  controllo di Montalcino, altra mangiata e bevuta… Ne approfittiamo per scattare qualche fotografia con le signore che prestano servizio al ristoro, le quali indossano rigorosamente abiti d'epoca; con l'ennesima foto immortaliamo Silvano dentro al WC!

Ripartiamo, la giornata ora si è fatta molto calda ed io e Vito decidiamo di proseguire senza fare soste troppo  lunghe: nel frattempo consiglio a Vito di starmi a ruota “stai qui tranquillo che a Gaiole ti ci riporto io!!!” le ultime parole famose!

Al controllo di Pieve a Salti ci arriviamo alle 13.00; siamo accolti in un bellissimo agriturismo e ci fermiamo per quasi un'ora. Qui, raggiunto dal resto del gruppo vengo a sapere dell'odissea di Marco, due copertoni “sbragati” e ben cinque forature. Aris e Stefano a furia di riparazioni sembravano il cambio gomme della Ferrari e Marco con tutti i copertoni e camere d'aria bucate avvolte dietro le spalle sembrava l'omino della Michelin. Le sue ultime parole famose prima dell'Eroica furono: “monto i copertoncini al posto dei tubolari così sono più sicuro!?!?!?!!!” obiettivo centrato o per meglio dire … bucato!!!

Beppe e Paolo B. ne approfittano per riposare e prendere un po' di sole sulle comode sdraio dell'agriturismo,  Stefano, Vito e Silvano si deliziano con un buon piatto di ribollita. Io ho solo sete, bevo senza mangiar nulla e pagherò questo mio errore più avanti. Dopo un forcing all'assistenza tecnica, Luca con filo dei freni rotto, Marco per un nuovo copertone, Silvano con problemi al cambio e 1000 altri guasti fortunatamente risolti, finalmente ripartiamo.

Pedaliamo tranquillamente senza particolari imprevisti fino ad Asciano dove arriviamo intorno alle 15.00; ennesimo controllo, mancano “solo” 65Km all'arrivo. Al ristoro vengo avvisato che subito dopo ci sono tre strappi sterrati al 20% e li avviene il fattaccio: con il 42-25 purtroppo non ce la faccio e sono costretto a mettere il piede a terra e spingere la bici fino alla cima. Mi sfilano tutti, anche il Vito proprio sul culmine arranca ma ce la fa e con un ghigno da “gufo triste” mi guarda e se ne và.  Sul margine dello sterrato ci sono dei fotografi e spiego loro ” non ho i rapporti adatti!” … “eh!… dicono tutti così” mi rispondono.

Ferito nell'orgoglio ma non morto, giunto in cima inforco la bici e riparto all'inseguimento; raggiungo il Paolo B, Beppe,Marco e per ultimo il Michele con cui faccio un pezzo di strada fino alla cima del monte Sante Marie. Da li inizia una discesa sterrata molto impegnativa e dopo pochi metri mi distacca, è matto, scendeva peggio di Zilioli (corsa d'epoca = corridore d'epoca) uno dei migliori discesisti degli anni 60/70.

A Torre a Castello intravedo il Vito fermo per un rifornimento d'acqua, mi accosto e subito beffardo mi dice: “ai messo il piede per terra vero?”. Brutto “gufo triste” penso io, non hai tirato un metro ed ora te la ridi! Riparto a tutta, ora la strada scende ed è asfaltata “adesso non mi prendi più”! Dietro di noi assiste alla scena il presidente, 100 mt avanti uno poi 100 mt avanti l'altro, è stata battaglia fino all'ultimo ristoro di Castelnuovo dove il presidente ci riprende: “è mai possibile che non riuscite a pedalare vicini? Sono 8 ore che pedalate 50mt uno dall'altro, mi sembrate Gianni e Pinotto!”

A Castelnuovo sono ormai le 17.00 e decidiamo di dividerci per via del cancello delle ore 18.00 che dirotta i ritardatari direttamente a Gaiole.  Si và di buon ritmo ad alla fine della 13° strada bianca un gruppetto capitanato da Gigi B. prende il largo.  Felice, Michele, Chicco, Alberto , Luca, Diego, Silvano, il solito Vito ed il sottoscritto  proseguiamo tranquilli aspettando i ritardatari; dietro sono rimasti come al solito coloro che chiudono il gruppo, il presidente, Aris, Matteo e Cristian; del Paolo B, Beppe e Marco si sono perse le tracce, “per me si sono fermati a cantine…”.

Tra parentesi, a proposito del Cristian, persone come te nella nostra società son ben accette, sei un ragazzo di compagnia, ti dai da fare quando serve e soprattutto porti sempre il tuo aiuto, ci staresti proprio bene, parola del Pedro.

A Radda in Chianti bivio a sinistra, direzione Lo Smorto, un urlo lancinante mi proviene da dietro, è il Vito che è colto dai crampi… strilla peggio di un cinghiale ferito! Subito mi prodigo nel portargli soccorso sdraiandolo a lato della strada e “tirandogli le gambe”. Veniamo sorpresi ed immortalati  uno sopra all'altro da Stefano Aris Matteo e Cristian, scena raccapricciante a loro dire; rimesso in sesto il Vito ripartiamo tutti e 6.

Ormai il sole sta tramontando, siamo ad una decina di chilometri dall'arrivo  e mentre affrontiamo  l'ultima salitella di 4 Km le forze vengono a mancare, mi sento vuoto, mi assale una crisi di fame. I miei compagni mi incitano dicendomi che giunti alla cima è tutta discesa fino a Gaiole. Sento il Vito parlare e lo vedo pedalare con estrema facilità, con l'adrenalina dell'arrivo da Gufo gli si sono allungate le ali, ora sembra un'Aquila. Io rimango indietro e per fortuna il solito presidente si accorge e ferma tutti; siamo tutti insieme gli ultimi 300mt di sterrato e poi giù fino a Gaiole… è finita, l'ardua impresa con immensa soddisfazione è stata portata a termine da tutti.

Dopo una meritata doccia, ci spostiamo con i camper a Monteriggioni dove inizia il 3° tempo di questa indimenticabile avventura; davanti ad una succulenta fiorentina e a del buon Chianti ci scambiamo le  nostre emozioni soddisfatti della bellissima esperienza appena terminata.

E' giunto il momento di salutarci, ho appena assistito all'ultima tappa del giro di Lombardia che mi ha incollato per ore davanti alla Tv e l'eroica azione di Nibali mi invoglia ad uscire per l'ennesima pedalata di fine stagione, non potevo stare in casa …

Pedalo agile verso la nostra bassa pianura, i campi sono ordinati e la terra girata pronta al giusto riposo, come noi ciclisti. E' giunta l'ora di andare un po' in letargo davanti ad un camino con un po' di castagne ed un buon bicchiere di vino aspettando la prossima primavera quando tutto riesploderà, la terra con i suoi fiori e frutti e noi, con le nostre maglie multicolori, pronti a darci battaglia e ad aiutarci nel momento del bisogno … ma questa è un'altra storia.


Grazie a tutti,


il vostro Pedro.

AUTORE: Alessandro Pedrini


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